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03/10/2026

Milano a quattro zampe: 4 cani su 10 sono meticci e uno su sei vive in casa

di Daniele Angi

Più giovani e più leggeri della media italiana, con pochi senior in famiglia: il profilo tracciato da Kippy arriva ad AdottaMi, al Parco Sempione il 3 e 4 ottobre

Milano a quattro zampe: 4 cani su 10 sono meticci e uno su sei vive in casa
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Se fossero persone, i cani di Milano sarebbero dei millennial poco più che trentenni. La loro età mediana è di 3,8 anni, che equivale a circa 31 anni umani, contro i 36 dei cani nel resto d’Italia e gli over 60 sono pochissimi: solo il 5% ha più di dieci anni, meno della metà rispetto al resto del Paese. Sono i curiosi dati di Kippy, azienda italiana del gruppo Datamars che sviluppa tracker GPS per cani e gatti. L’analisi riguarda 86 cani nella Città metropolitana di Milano, la provincia con il campione più ampio dell’Osservatorio, davanti a Roma e Torino, confrontati con quelli del resto d’Italia. Risultati che arrivano anche in occasione di AdottaMi, l’evento organizzato da Empethy in collaborazione con Areacani dedicato alle adozioni in programma il 3 e 4 ottobre al Parco Sempione, di cui Kippy è tra i partner.

“I cani di Milano hanno un profilo molto urbano: sono giovani, passano più tempo in appartamento e spesso non hanno pedigree. Eppure si muovono quasi quanto gli altri, segno che i proprietari trovano il modo di portarli fuori ogni giorno. È la prima cosa da mettere in conto quando si decide di adottare”, commenta Iacopo Buccarelli, Brand Reputation, PR & Retention Manager di Kippy.

Il ritratto del cane milanese

Il cane milanese è più giovane della media: ha un’età mediana di 3,8 anni, contro i 4,9 rilevati nel resto d’Italia. Pesa in media 18 chili contro 21 e vive più spesso in casa, il 17% contro il 9%. I senior sopra i dieci anni sono appena il 5%, meno della metà rispetto al resto del Paese, dove arrivano all’11%.

Il 41% dei cani osservati è meticcio, contro il 35% fuori dalla provincia. Tra le razze riconoscibili compaiono Golden Retriever, Pastore Australiano, Border Collie e Setter Inglese.

C’è poi una curiosità tutta milanese. Ad agosto, quando la città si svuota, i cani fanno il 19% di passi in più rispetto a luglio, contro il 3% della media nazionale: un segnale che con ogni probabilità partono in vacanza insieme alle famiglie.

Cosa raccontano i dati a chi vuole adottare

Proprio dai meticci arriva uno degli elementi più interessanti. Nel confronto nazionale dell’Osservatorio, meticci e cani di razza registrano entrambi 64 minuti di movimento al giorno, senza differenze a parità di età e taglia. Per chi sta valutando di accogliere un cane, essere meticcio non si traduce in una diversa quantità di movimento quotidiano.

Anche l’età pesa meno di quanto si pensi. Chi ha superato i dieci anni percorre ancora in media 8.400 passi al giorno, e oltre i tredici si mantiene intorno ai 7.700. È un elemento da considerare quando si parla di adozione dei senior, pur senza attribuire a tutti lo stesso livello di attività.

Le differenze più marcate si vedono semmai tra le razze. A parità di età, uno Springer Spaniel si muove il 30% in più della media, un Malinois il 25% e un Border Collie il 17%. All’opposto, un Cavalier King Charles si muove il 33% in meno e un Akita il 28% in meno. Sono indicazioni utili per scegliere un compagno con un’energia compatibile con il proprio stile di vita.

Infine, attenzione alle prime settimane. In Italia il 5% dei cani che usano Kippy da meno di tre mesi ha fatto scattare almeno un allarme di uscita dalla zona sicura in primavera, contro circa l’1% di chi lo utilizza da uno o due anni. Una parte della differenza dipende dal tempo che serve ai proprietari per impostare il dispositivo. Il dato suggerisce comunque che i primi giorni in una casa nuova sono quelli in cui un cane è più esposto al rischio di allontanarsi.

“Le prime settimane sono un periodo di conoscenza reciproca: il cane impara la casa, il quartiere e i rumori e la famiglia impara a leggere i suoi segnali. È il momento in cui conviene essere più presenti, tenere il guinzaglio anche nei percorsi che sembrano tranquilli e, se si usa un GPS, impostare con cura la zona sicura fin dal primo giorno”, conclude Iacopo Buccarelli.