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Il “ritmo della vita”: al Centro Culturale di Milano 85 capolavori raccontano i due estremi dell’esistenza

di Giuseppe De Carli

Un grande viaggio transgenerazionale attraverso 45 maestri della fotografia, dagli anni '40 a oggi. A cura di Angela Madesani. Dal 24 settembre al 16 ottobre

Il “ritmo della vita”: al Centro Culturale di Milano 85 capolavori raccontano i due estremi dell’esistenza

Il ritmo della vita. Vecchi e bambini nella fotografia umanista del XX e XXI secolo” (dal 24 settembre al 16 ottobre) è un fantastico viaggio nel mondo della fotografia ed un’indagine profonda tra i due estremi dell’esistenza, l’infanzia e la vecchiaia, mettendo in evidenza fragilità, purezza e mutamenti antropologici.

Un grande viaggio transgenerazionale attraverso 45 maestri della fotografia e 85 capolavori, dagli anni ’40 a oggi, che si deve all’intuito di Angela Madesani che, nella sua attività di ricerca, ha valorizzato le opere del fotografo Max Baccetti e di altrettanti protagonisti del mondo della fotografia contemporaneo, Paolo Simonazzi, Enzo Obiso e Paola Mongelli, raccogliendo il numeroso e prezioso patrimonio di scatti vintage che vanno dagli anni Quaranta ai primi del Duemila, conservati presso la Collezione di Rita e Riccardo Marone.

Una contrapposizione che mette in evidenza due poli opposti: l’infanzia, iper-protetta ma isolata dietro la rete tecnologica e la vecchiaia, che si spoglia del mito di “età della saggezza” per inseguire falsi standard miranti all’elisir di lunga vita.

Ne consegue che il lavoro del toscano Max Baccetti risalta plasticamente nella sua ricerca spasmodica dell’essere umano attraverso una narrazione nitida della realtà. L’esempio pratico lo abbiamo nella foto utilizzata per la locandina della mostra, che ritrae una bimba ed un’anziana sorridente in Nepal (1993): uno scatto che raccoglie e condensa con immediatezza una sorta di complicità ammiccante, semplice e genuina: qui saggezza ed ingenuità sembrano fondersi annullando i contorni fino a farli scomparire dentro l’obiettivo.

Potenti nei loro messaggi anche le fotografie di Paolo Simonazzi, protagonista nelle opere scattate a Cuba dove mette in evidenza la precarietà della vita con i suoi misteri ed un senso di drammatica precarietà, Enzo Obiso, con un profondo lavoro di ricerca della genuinità delle comunità piemontesi ed il realismo dei reportage in India e Mongolia. Di gusto onirico sono invece le opere di Paola Mongelli, soprattutto quelle realizzate in Benin, i cui soggetti sono considerati “piccole divinità”.

Una sezione della mostra è dedicata invece all’enorme collezione napoletana di Rita e Riccardo Marone, un patrimonio che ha radici umanistiche profonde, con autori europei ed americani di chiara fama, con un racconto struggente di un mondo che non c’è più. Allora diventano icone del passato i personaggi ripresi nei vicoli di Napoli i cui autori dell’Agenzia Tullio Farabola raccontano un tessuto sociale ora scomparso. Ecco allora la carrellata di scatti di Aldo Bonasia, Mario Cattaneo, Aldo Roveri, Antonio Sansone, Luciano D’Alessandro, Fausto Giaccone. Decine di personaggi si alternano nel bianco e nero che va oltre il vintage per immergersi nell’anima di chi è stato ritratto, che ci sussurra emozioni, timori, privazioni ed una vita stentata e silenziosa.

Un viaggio che si dipana sotto gli occhi dei visitatori incantati è quanto promette questa mostra, tanto bella e capace di toccare il cuore, oltre il mezzo fotografico che è il biglietto da visita di tanti uomini, donne, bambini ritratti.

Il ritmo della vita”
Vecchi e bambini nella fotografia umanista del XX e XXI secolo
24 settembre – 16 ottobre 2026
(inaugurazione 24 settembre ore 18)
CMC – Centro Culturale di Milano
Largo Corsia dei Servi 4 – Milano
Orari: lunedì-venerdì 10,30-13/14,30-18 – sabato e domenica 15-18
Ingresso gratuito-catalogo in mostra gratuito