Milano torna a risuonare. E lo fa con JAZZMI, il festival che da undici anni porta il jazz fuori dai confini dei teatri, dentro la città, nei suoi quartieri, nei luoghi simbolici e negli spazi più inattesi. Un progetto che non si limita a programmare concerti: disegna una geografia culturale, unendo generazioni, linguaggi, comunità.
Come scrivono i direttori artistici Luciano Linzi e Titti Santini, i numeri tondi del festival – dieci anni, cento artisti, mille concerti – sono “numeri magici, infervorati d’oro e di rosso”, capaci di raccontare un percorso che cresce insieme alla città. JAZZMI è nato nel 2016 e oggi è una delle esperienze culturali più riconoscibili di Milano: un ponte tra culture, un luogo di ascolto reciproco, un laboratorio di futuro.
“Una città in cui la musica non sia un’esperienza per pochi, ma un’occasione di incontro, scoperta e partecipazione”, ricorda l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.
Un festival che attraversa Milano
Dal 19 ottobre all’8 novembre, JAZZMI propone un cartellone vastissimo: concerti, produzioni originali, masterclass, incontri, mostre, listening session, progetti speciali.
La città diventa una mappa sonora: Triennale Milano Teatro e Blue Note Milano come poli principali; grandi palcoscenici come Teatro Nazionale, Arcimboldi, Dal Verme, Lirico Giorgio Gaber; luoghi della cultura e del design: ADI Design Museum, Armani/Silos, Auditorium San Fedele, Conservatorio, IULM; club e spazi indipendenti: Alcatraz, Santeria Toscana 31, BIKO, BASE Milano, Spirit de Milan, Combo Milano.
Il centenario di Miles Davis e John Coltrane
Il 2026 è un anno speciale: JAZZMI celebra i 100 anni dalla nascita di Miles Davis e John Coltrane, due figure che hanno rivoluzionato la storia del jazz. Il festival dedica loro un percorso articolato: concerti, produzioni originali, proiezioni, libri, mostre; riletture contemporanee come “Meditation on a Love Supreme” o “A New Sketches of Spain”; esposizioni fotografiche, tra cui la straordinaria “Miles in Italy” di Luciano Viti. Un modo per tornare a interrogare la loro eredità, ancora oggi fertile e sorprendentemente attuale.
I protagonisti dell’edizione
L’undicesima edizione è un viaggio tra tradizione, avanguardia e contaminazione. Tra gli artisti: Erykah Badu, regina del neosoul, con due date italiane uniche; Lake Street Dive, per la prima volta in Italia; Bill Frisell, con il suo trio; Ibrahim Maalouf, con gli studenti del Conservatorio; Gregory Porter, voce simbolo del soul contemporaneo; China Moses, eleganza e potenza scenica; Nate Smith, tra jazz, R&B e hip-hop; Calibro 35, con un progetto immersivo dedicato a James Ellroy; Take 6, icone della vocalità a cappella; Richard Bona, Judith Hill, Dee Dee Bridgewater, Fabrizio Bosso, Sergio Cammariere, Enzo Favata, Gaetano Liguori, David Binney, Isaiah Collier. E poi la scena più sperimentale: Songhoy Blues, Idris Ackamoor & The Pyramids, Momoko Gill, Corto.Alto, The Messthetics & James Brandon Lewis, MT Jones, Fresh Mula + Deaf Kaki Chumpy.
Libri, cinema, incontri, ascolti
JazzMI non è solo musica: è narrazione, memoria, studio. Le listening session di Alessio Bertallot e Raffaele Costantino; le presentazioni di libri dedicati a Miles Davis, Coltrane, Sonny Rollins, le big band italiane; la rassegna cinematografica “Play It Again” all’Armani/Silos, con i film di Woody Allen; le mostre fotografiche al Volvo Studio Milano e al Cinemino Noise.
Night & Day: il jazz ovunque
La sezione Night & Day porta il jazz nei locali, nelle biblioteche, nei centri culturali, nei quartieri. Sono 50 eventi autoprodotti, dal Rivington all’Arci Bellezza, dalla Biblioteca di Baggio a Cascina Merlata, da RESET a Zona. Un modo per far vivere il festival anche fuori dai grandi palchi, dentro la vita quotidiana della città.
JAZZMI guarda avanti
Il festival annuncia già un appuntamento speciale: 10 aprile 2027, Snarky Puppy al Fabrique. E conferma la collaborazione con partner che credono nella cultura come bene comune: Volvo, Wayla, Altromercato, BiGood, IULM, Radio Raheem.
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