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03/08/2026

A’Riccione, il mare conquista Milano: storia, ostriche e alta cucina tra tradizione e vista skyline

di Giuseppe De Carli
A’Riccione, il mare conquista Milano: storia, ostriche e alta cucina tra tradizione e vista skyline
Indice

Raccontare la storia di A’Riccione è come aprire un libro di avventure, ambientato sul mare e trasportato nella terra ferma, lontano dalla salsedine e dalle onde che si infrangono sugli scogli, per depositarsi nel cuore di una città speciale come Milano.

Gli esordi

Qui inizia il racconto dei fratelli Dante e Giuseppe di Paolo, “naviganti” del mondo della ristorazione, visionari e determinati fratelli che approdano con la loro barca di idee nella città meneghina nei primi anni Ottanta. Lasciato il natìo Abruzzo, affrontano con determinazione il percorso di crescita professionale pensando che Milano sarà solo una tappa del percorso di vita. Ma la vita, lo sappiamo, riserva sorprese continue. Dante e Paolo entrano così, come camerieri, nel mondo di A’Riccione, realtà già consolidata creata nel 1955 dai fratelli Metalli, romagnoli nel cuore e nel sangue, che avevano portato il primo ristorante di pesce a Milano.

La sede storica di Via Taramelli diventa così la casa per i due fratelli abruzzesi che, con la loro empatia, consolidano il rapporto con i tanti ospiti del locale, spesso frequentato dal mondo del giornalismo. A’Riccione è un luogo di incontro per personaggi dello spettacolo, della politica, dell’arte, e ne fanno un punto di riferimento, un “salotto” dove Dante e Paolo crescono progressivamente nelle competenze e nella gestione della clientela. Il salto di qualità avviene ad inizio anni Duemila, quando la Famiglia Metalli decide di cedere l’attività offrendola ai fratelli di Paolo.

Milano doveva essere solo una tappa poi è diventata la nostra vita, la nostra città, la nostra fortuna - raccontano i due protagonisti - Quando siamo arrivati in città, i ristoranti buoni si contavano sulle dita di una mano e l’incontro con il mondo di A’Riccione è stato davvero per noi quello decisivo non solo per l’ambiente, ma anche per le persone che hanno creduto in noi e che ci hanno permesso di arrivare dove siamo oggi”.

Viene deciso, nel 2008, di aprire “A’Riccione Bistrot” in via Procaccini, nato inizialmente come ostricheria e divenuto poi ristorante mentre, nel 2021 è il turno di “A’Riccione Terrazza12”, affacciato sulla prestigiosa piazza San Babila.

L’offerta

Si parte ovviamente dalla materia prima, il pesce, freschissimo e di altissima qualità, che trova la sua massima espressione nei crudi. La conoscenza diretta con Kian Louët Feisser, allevatore di ostriche del nord-est dell’Irlanda, è stato un vero colpo di fulmine che ha portato a fornirsi di ostriche Select-Louët Feisser, proposte in esclusiva in tutti e tre i locali “A’Riccione: un prodotto d’eccellenza assoluta creato dal perfetto connubio tra ambiente (il fiordo nella zona di Carlingford) e le acque provenienti dalle catene montuose circostanti, ricche di elementi nutritivi che permettono alle ostriche di maturare un aroma dolce molto simile alle capesante.

La cucina di Chef Marco Fossati

A dirigere le cucine dei tre ristoranti è stato chiamato nel 2021 lo chef milanese Marco Fossati, classe 1982, la cui carriera è iniziata già all’età di sei anni quando si occupava degli antipasti per i pranzi di famiglia. Una professione che ha sviluppato dunque una passione innata per la qualità, maturata attraverso esperienze formative di grande valore (Baglioni Hotel Milano, Principe di Savoia, Rinascente, Belmond Hotel Portofino, Bulgari Milano tanto per citare i principali) fino alla collaborazione con i fratelli di Paolo (in società nel ristorante “A’Riccione Terrazza12”), con i quali condivide filosofia sulla ricerca della qualità e della tradizione mediterranea abbinata alla contemporaneità.

Le tre realtà

“A’Riccione” di Via Taramelli rappresenta la “storia”, inserito nel contesto urbano della Maggiolina, ed è punto di riferimento per una clientela consolidata, affidata in cucina allo chef Massimo Miucci. Il menù, tradizionale, è molto legato alla stagionalità ittica: non mancano tuttavia piatti intramontabili come la Sogliola alla mugnaia, la Carbonara di mare, le Linguine all’astice o gli Spaghetti vongole e bottarga. La brigata, composta da 10 persone in cucina, integrata con 12 addetti di sala, permette di accogliere fino a 150 ospiti in occasione delle cene di fine settimana. L’ambiente, accogliente e discretamente retrò, è la rappresentazione plastica e tangibile dell’attenzione posta dai fratelli di Paolo per qualità, cortesia ed attenzione alle esigenze del cliente.

Gli amanti del “crudo” trovano invece in “A’Riccione Bistrot” di Via Procaccini un autentico tempio che, se inizialmente aprì i battenti come Oyster bar, ora è divenuto un ristorante completo. La parte del leone è sempre affidata alle ostriche – ben 18 varietà a seconda del periodo dell’anno - mentre molto apprezzati sono anche la selezione di crudi al naturale, di caviale o i piatti più elaborati come Tartare di tonno con la panna acida o Carpaccio di baccalà con maionese di rafano e Insalatina di spadone e pere. Responsabile della proposta gastronomica, da circa un anno, lo chef Mario Fabris che trova in “A’Riccione Bistrot” lo spazio ideale per esprimersi nella cucina di mare. Vincenzo Mongiardo, iconico e storico maître del ristorante si occupa di gestire gli 11 membri dello staff, assicurando sia a pranzo che a cena dal lunedì al sabato 60 coperti interni e 20 nel nuovo dehors.

A completare il gruppo l’ultima creatura ideata da Dante e Giuseppe, “A’Riccione Terrazza 12”, aperto nel 2021 come esclusivo rooftop restaurant affacciato sullo skyline milanese. Sotto le sapienti mani di chef Marco Fossati la cucina si avventura con successo tra contaminazioni provenienti da tutto il mondo - Ceviche, kefir, kombucha, ma anche le verdure fermentate o i limoni in salamoia del Marocco - e tradizione mediterranea. La carta cambia quattro volte l’anno e la stagionalità degli ingredienti è il cardine attorno a cui viene pensato ogni nuovo piatto. A completare la proposta, una ricca cantina, affidata alla sommelier Marika Giacobbo, che ospita circa quattrocento etichette provenienti da tutta Italia con qualche proposta francese. Ma Terrazza 12 è anche lounge bar, per un aperitivo con vista che completa ed integra pranzi e cene. A’Riccione Terrazza 12 può contare su una squadra composta da quindici persone in cucina e ventidue in sala, con un’età media di venticinque anni, e sulle competenze del Restaurant Manager Vito Rago.

La nuova offerta A’Riccione Bistrot per la pausa pranzo

Dal lunedì al venerdì, A’Riccione Bistrot propone a pranzo una speciale formula business lunch che prevede la possibilità di scegliere due piatti da una carta che cambia quotidianamente in base alla disponibilità del pescato fresco. La proposta riflette la filosofia del locale: valorizzare la materia prima e offrire un’esperienza sempre diversa, capace di coniugare gusto e leggerezza. Tra i piatti più amati: la Tartare di gamberi rosa con rucola e stracciatella, il Sauté di totani di Sciacca alla “diavola” su vellutata di cannellini, il Riso mantecato con baccalà e patate al prezzemolo o le Ali di razza arrostite con broccolo fiolaro, acciuga e olive nere. La carta, tuttavia, non è mai statica: si rinnova ogni giorno per garantire freschezza e coerenza con il pescato disponibile.

Particolare attenzione è dedicata anche al ritmo del servizio, pensato per rispondere alle esigenze lavorative senza rinunciare al piacere di un pranzo curato, in equilibrio tra rapidità e qualità. La formula business è servita nella nuova area del ristorante, recentemente ampliata grazie a un intervento di restyling che ha esteso gli spazi e ridefinito gli ambienti. Con il rinnovamento, è stata inoltre inaugurata una cantina dedicata.

Fare un “viaggio” sul pianeta “A’Riccione” è più di un’esperienza gastronomica: è una ricerca della perfezione, dell’accuratezza e dell’attenzione ai dettagli, che in cucina fanno sempre la differenza. Farlo nel cuore di Milano è un esercizio di pura armonia, che i fratelli di Paolo hanno saputo scrivere, tra tradizione e innovazione.