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19/08/2026

Lombardia, 11.570 supplenti fuori graduatoria: il costo della vita pesa sulle cattedre scoperte

di Daniele Angi

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (Cnddu): "Tutelare anche i docenti fuori sede e caregiver"

Prof. Romano Pesavento Presidente CNDDU

Lombardia, 11.570 supplenti fuori graduatoria: il costo della vita pesa sulle cattedre scoperte
Prof. Romano Pesavento Presidente CNDDU

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) lancia un nuovo allarme sulla mancanza di insegnanti nella scuola dell’infanzia e primaria nelle regioni del Nord, con un focus particolare sulla Lombardia. Secondo i dati riportati, nella regione sarebbero stati assegnati 11.570 contratti di supplenza a docenti fuori graduatoria, pari al 57,39% del totale nazionale: numeri che, secondo il Coordinamento, non possono più essere considerati una semplice emergenza di inizio anno scolastico, ma un problema strutturale.

Il nodo economico: vivere al Nord è troppo costoso per molti insegnanti

Il CNDDU invita a guardare oltre la quantità di docenti mancanti e a interrogarsi sulle ragioni delle rinunce. Sempre più insegnanti, soprattutto provenienti da altre regioni, evitano di accettare incarichi al Nord perché il costo della vita è insostenibile rispetto alla retribuzione.

Affitti elevati, spese di trasporto, utenze e frequenti viaggi verso la propria città di origine rendono il trasferimento economicamente svantaggioso. La rinuncia, sottolinea il Coordinamento, non è mancanza di disponibilità alla mobilità, ma una valutazione concreta: lavorare lontano da casa può significare un sacrificio economico sproporzionato.

Docenti fuori sede e caregiver: una doppia fragilità

La criticità riguarda anche molti docenti di ruolo fuori sede, che devono sostenere per anni una seconda abitazione e spostamenti continui. Per chi è anche caregiver familiare, la situazione diventa ancora più complessa: part-time obbligati, riduzione dello stipendio e costi aggiuntivi di cura possono portare a un progressivo impoverimento.

Il CNDDU chiede al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di valutare con attenzione la condizione dei docenti con responsabilità di assistenza documentata, soprattutto nei casi in cui il part-time sia una necessità legata alla cura dei familiari.

Mobilità e ricongiungimenti: servono strumenti nuovi

Il Coordinamento propone che, nell’ambito della mobilità annuale e delle assegnazioni provvisorie, vengano introdotti criteri chiari e verificabili per favorire il ricongiungimento territoriale dei docenti caregiver fuori sede. Non si tratta di privilegi, precisa il CNDDU, ma di riconoscere situazioni in cui si sommano responsabilità assistenziali, lontananza dalla famiglia, riduzione della retribuzione e costi di vita più elevati.

Cattedre scoperte e continuità didattica: un problema educativo

La difficoltà nel reperire personale richiede una programmazione più ampia: formazione universitaria, reclutamento e fabbisogno territoriale devono essere collegati al costo reale della vita nelle diverse aree del Paese. Il CNDDU suggerisce anche politiche abitative e alloggi a canone sostenibile per i docenti fuori sede.

Il tema è particolarmente delicato nella scuola dell’infanzia e primaria, dove la continuità del rapporto educativo è fondamentale. Una cattedra formalmente coperta non garantisce stabilità se durante l’anno si susseguono più insegnanti. La precarietà del lavoro rischia così di diventare precarietà educativa.

Per questo il Coordinamento propone l’introduzione di un indicatore nazionale sulla continuità didattica, utile a misurare quante volte gli studenti cambiano insegnante nel corso dell’anno.