Dai dati sulle ricerche online emerge una Lombardia gastronomica divisa: formaggi in ascesa vertiginosa, salumi storici in crisi di notorietà
Milano e la Lombardia sono al centro di una trasformazione sorprendente nell’immaginario gastronomico italiano. Lo raccontano i dati analizzati da Affidabile.org, che ha monitorato per dieci anni le visite alle pagine Wikipedia di 99 prodotti DOP e IGP italiani. Il risultato, per il Nord, è un ribaltamento inatteso: il Gorgonzola vola a +1.531%, mentre Bresaola della Valtellina e Mortadella Bologna crollano fino a -80%.
Il protagonista assoluto è il Gorgonzola, prodotto simbolo della Lombardia e del Piemonte. Il Gorgonzola ha infatti avuto un rialzo del +1.531%. Si tratta del prodotto italiano che ha avuto il balzo maggiore, passando da appena 378 ricerche nel 2016 a ben 6.161 del 2025. Un’ascesa che supera ogni altro prodotto italiano certificato. Il formaggio erborinato, secondo DOP per produzione con oltre 4,5 milioni di forme l’anno, ha registrato anche due picchi da oltre 9.300 visite mensili nel 2020 e nel 2023.
Milano, che gli ha dato il nome, resta il cuore simbolico di questa crescita: il Gorgonzola è oggi uno dei prodotti più riconoscibili al mondo e il più ricercato online tra quelli lombardi.
All’opposto, la Bresaola della Valtellina vive un momento di forte contrazione nell’interesse digitale. “Le ricerche informative… sono passate da 3.744 al mese nel 2016, a solo 764 del 2025, un calo del -80%”. Un dato che stupisce, considerando la popolarità del prodotto nella dieta contemporanea, spesso associata a scelte salutiste. Eppure, online, la sua notorietà sembra essersi affievolita, con un ulteriore -13% nei primi mesi del 2026.
La Lombardia non è l’unica regione coinvolta, ma Milano è uno dei principali mercati di consumo della Mortadella Bologna, che registra il calo più pesante dell’intero studio. Le ricerche mensili sono passate da una media di 5.941 del 2016 a 1.206 del 2025 nei primi 6 mesi del 2026: il dato ci parla di 715 visite medie al mese. Un -40% in un solo anno che conferma un trend negativo costante.
La fotografia che emerge è quella di una Lombardia gastronomica in movimento: i formaggi crescono, trainati da prodotti identitari e fortemente riconoscibili, i salumi arretrano, forse penalizzati da nuove abitudini alimentari e da una minore curiosità digitale.