Dal 31 ottobre al 2 novembre, Fiera Milano Rho ospita la ventunesima edizione della manifestazione ideata da Paolo Massobrio e Marco Gatti. Duecento produttori alimentari, cento cantine, cucine di strada e incontri sulle trasformazioni del settore
Il futuro dell’agroalimentare italiano passa anche dalla capacità di trasmettere competenze e conoscenze, accompagnando il ricambio generazionale senza interrompere il rapporto con i territori. È uno dei temi al centro della ventunesima edizione di Golosaria 2626, in programma dal 31 ottobre al 2 novembre al Padiglione 8 di Fiera Milano Rho. Il titolo scelto, «Il gusto di creare il domani», riassume il filo conduttore della manifestazione ideata da Paolo Massobrio e Marco Gatti: mettere a confronto esperienze consolidate e nuove imprese, saperi artigianali e ricerca, tradizioni produttive e strumenti tecnologici. Una riflessione che riguarda un comparto chiamato a misurarsi con mercati e abitudini di consumo in evoluzione.
Sono duecento i produttori dell’area Food, affiancati da cento cantine selezionate da Massobrio e Gatti e da dieci proposte di cucina di strada. L’Enoteca di Golosaria propone quest’anno 200 etichette in degustazione. Il programma comprende incontri nell’Agorà, degustazioni guidate, show cooking e laboratori per i più piccoli. Tra gli appuntamenti, il confronto sulla filiera come forma di collaborazione, l’incontro tra Iginio e Nicola Massari dedicato al passaggio generazionale nella pasticceria. Domenica sarà proclamata la selezione Top Hundred, giunta alla venticinquesima edizione, e saranno premiate le Botteghe d’Italia. Lunedì sarà invece dedicato ai riconoscimenti per la ristorazione, con i premi ai migliori locali della Lombardia e d’Italia.
La manifestazione sarà anche l’occasione per presentare le nuove edizioni 2027 di ilGolosario e ilGolosario Ristoranti. Il primo raccoglie le produzioni alimentari, le specialità, le botteghe e le cantine che compongono il panorama delle cose buone d’Italia. Il secondoè dedicato alla ristorazione e comprende ristoranti, trattorie, pizzerie, agriturismi e altre tipologie di locali. Due guide che affiancano al lavoro di selezione dei produttori quello sui luoghi in cui il cibo viene preparato e proposto, offrendo un quadro complessivo della cultura gastronomica italiana.