Una visita entro una settimana dal rientro a casa, sostegno all’allattamento e attenzione alla salute mentale: la Regione punta a rafforzare l’assistenza post‑parto
Entro la fine dell’estate 2026 in tutta la Lombardia sarà disponibile un nuovo servizio pensato per accompagnare le donne nei giorni più delicati dopo il parto: l’ostetrica a domicilio, gratuitamente e su tutto il territorio regionale. L’annuncio arriva dal direttore generale della Sanità lombarda Mario Melazzini, che ha confermato l’estensione del progetto al consigliere regionale Pietro Bussolati e alla sindaca di Cernusco sul Naviglio Paola Colombo.
L’iniziativa non nasce dal nulla: tra il 2025 e il 2026 la Regione ha già sperimentato il servizio in alcuni territori, con un primo finanziamento da 500 mila euro, seguito da ulteriori 700 mila euro per ampliare la prova pilota.
Il cuore del progetto è semplice: un’ostetrica raggiunge la neomamma e il neonato entro sette giorni dalle dimissioni dal reparto maternità. L’obiettivo è verificare lo stato di salute di entrambi, offrire supporto pratico nella gestione del bambino, monitorare l’allattamento e individuare eventuali segnali di difficoltà, compresi quelli legati alla depressione post‑partum, che secondo le stime regionali riguarda circa il 10% delle donne lombarde.
Si tratta di un intervento che punta non solo alla salute fisica, ma anche al benessere emotivo, spesso messo alla prova nelle prime settimane dopo la nascita.
La sperimentazione ha aperto la strada a un obiettivo più ambizioso: rendere la continuità assistenziale ostetrica un servizio stabile, non più legato a fondi straordinari. Per farlo, la Regione sta valutando un nuovo stanziamento di almeno due milioni di euro.
Secondo il capogruppo del Pd al Pirellone Pierfrancesco Majorino, si tratta di un passo importante, che però dovrebbe inserirsi in una strategia più ampia di politiche familiari. Gli stanziamenti finora, ha ricordato, sono stati “una tantum” e non garantiscono ancora una copertura pluriennale.
Il servizio non si rivolge solo alla madre, ma all’intero nucleo familiare. «L’ostetrica a domicilio permette di intercettare precocemente eventuali problemi, offrire indicazioni utili e sostenere la famiglia in un momento complesso anche dal punto di vista psicologico», ha spiegato Bussolati, promotore dell’iniziativa fin dal 2023.
L’obiettivo ora è trasformare questa misura in un pilastro stabile dell’assistenza post‑parto lombarda, garantendo risorse certe per i prossimi anni.