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Dalla rete idrica al museo: i 120 anni della Centrale dell’Acqua

di Giuseppe De Carli

Tra gli edifici storici di Milano ha ricoperto un ruolo di assoluto valore nella rete dell’acquedotto civico. L'inaugurazione il 14 giugno 1906

(credit photo-Museo dell’Acqua)

Dalla rete idrica al museo: i 120 anni della Centrale dell’Acqua
(credit photo-Museo dell’Acqua)

Tra gli edifici storici di Milano la Centrale dell’Acqua ha ricoperto un ruolo di assoluto valore nella rete dell’acquedotto civico della città. Era il 1906, precisamente il 14 giugno, quando veniva inaugurato questo importante edificio, ancora oggi oggetto di scoperta e di conservazione della memoria storica.

Situata in Viale Cenisio, rientrava nel progetto complessivo deliberato dal Consiglio Comunale il 14 luglio 1888, per la realizzazione dell’acquedotto del sottosuolo. Fu realizzata anche per sopperire alle necessità idriche della concomitante Esposizione Mondiale di Milano, nell’estate del 1906 diventava operativa ed iniziava la sua “missione” di gestione delle acque milanesi, con l’attivazione della prima vasca di decantazione. L’impianto era dotato di 10 pozzi con elettropompe che attingevano acqua dalla falda della zona profonda in quel punto circa 30 metri che garantivano un pescaggio di circa 300 litri al secondo.

La centrale fu dismessa nel 1988 e recentemente è stata oggetto di restauro da parte di MM S.p.a. che l’ha trasformata in Museo d’Impresa denominandola “Museo dell’Acqua” (CAMi)( Home page » Centrale dell'Acqua di Milano). Si tratta del primo museo industriale italiano dedicato all’acqua pubblica, Oggi è sede di numerose attività culturali e mostre dedicate soprattutto ai giovani ma anche a mantenere intatta la memoria storica della città di Milano. Al suo interno laboratori didattici, spazi per la formazione, aree espositive, area bookshop, sala polifunzionale per conferenze e workshop, centro di documentazione e segnaletica digitale immersiva. Dal 2024 il museo è entrato a far parte della Global Network of Water Museum di UNESCO, la cui missione è promuovere e diffondere una nuova cultura dell’acqua partendo dalle scuole.

I prossimi appuntamenti

La varietà degli argomenti trattati presso il Museo si concretizza con alcuni appuntamenti che caratterizzeranno questa seconda parte di giugno.

Sabato 20 giugno (ore 16) si terrà il concerto finale dell’iniziativa “Canti sospesi – Fiumi di voci, fiumi del mondo” realizzata in collaborazione con il coro Cantosospeso e con la presenza dei cori Curumim e Fabalavos: un percorso che si chiude dopo un anno di intenso lavoro dedicato all’abbinamento musica-acqua e sostenibilità. I giovani coristi saranno diretti da Tais Conte Renzetti, con il baritono Davide RoccaGledis Gjuzi al pianoforte, Alisson Muniz al violino, Andrea Grossi al contrabbasso e Daniel Kolle alle voci e percussioni.

Due appuntamenti “calcistici” sono programmati per giovedì 25 e lunedì 29 giugno (ore 18,30) con “Quando eravamo Mundial”, retrospettiva realizzata da Eccetera in collaborazione con MM, la Biblioteca dello Sport Gianni Mura e L’Altropallone Onlus, che analizzerà partite entrate nell’immaginario collettivo come Italia–Brasile 1994 (serata condotta dalla giornalista e scrittrice Licia Granello) e Italia-Argentina 1990 (con la presenza di Gianni Montieri, poeta e narratore).

Dal sociale alla cultura, il passo è brevissimo e venerdì 26 giugno (ore 18) interessante appuntamento con l’evento “L’acqua e la vita” in collaborazione con La Milanesiana, manifestazione ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi: Alberto Beretta, Fabio Genovesi, Gianni Biondolillo e Mario Andreose saranno protagonisti di una serata di letture e musica, accompagnati dalla compositrice e pianista Giuseppina Torre.

Se centovent’anni sembrano tanti, la Centrale dell’Acqua non li dimostra e continua ad essere al centro della città, dispensatrice di vita come lo fu quando rendeva fruibile l’acqua. La sostenibilità ambientale passa anche attraverso la nobile attività di questo museo che tra eventi e diffusione di cultura non dimentica le sue origini e le sublima per le generazioni future.